venerdì 19 luglio 2013

Cose da...PD Spoleto

A 10 mesi dalla fine del mandato del Sindaco Benedetti, vengono al pettine i nodi di una gestione della cosa pubblica clientelare, approssimativa e arroccata su sè stessa, che dura da oltre 14 anni!





domenica 14 aprile 2013

Giornata Azzurra di Primavera: Interventi della GI all'Assemblea programmatica di Spoleto

Intervento di Deborah Moretti - Vice Coordinatore comunale GI

"Oggi siamo qui a rappresentare orgogliosamente il movimento giovanile del pdl, e con la stessa fermezza ribadiamo di non voler accettare il ruolo di semplici spettatori o al massimo attacchini di partito. Più volte le nostre critiche costruttive in merito alla politica locale, sono state interpretate come capricci adolescenziali, solo per aver avanzato richiesta di poter partecipare alle c.d. stanze dei bottoni. Oggi siamo fieri delle scelte e della linea politica intrapresa. Fieri di aver supportato il nostro candidato Sindaco Angelo Loretoni, che se pur non premiato dal responso elettorale rimane una delle migliori percentuali ottenute dal centro destra e che a nostro avviso sarebbe stata doverosa la nomina di coordinatore comunale già dal lontano 2009. Qui probabilmente sono entrati in gioco altri meccanismi che magari oggi, fuori dalle telecamere, qualcuno potrà spiegarci. Fieri di aver definito le candidature di Zaffini e Hanke alle scorse elezioni regionali, come non rappresentative del territorio per poi avere qualche mese dopo la conferma di ciò, dal momento che gli stessi hanno trovato in poco tempo altre collocazioni politiche tradendo il mandato ricevuto. Fieri di aver lanciato un grido di allarme sull’immobilismo del partito avvertendo la necessità di un cambio di marcia, per scongiurare la progressiva fuoriuscita di membri in seno al consiglio comunale,tanto che oggi dagli originari sei rappresentanti ne sono rimasti solo tre. Fieri di aver sempre affermato che i problemi della finanza devono rimanere estranei alla politica. Fieri di aver sempre scelto la strada più difficile, dando lezioni di rappresentatività come nel caso dell’ultimo congresso provinciale del partito, dove abbiamo scelto coraggiosamente la sfida a preferenze e l’abbiamo vinta eleggendo Andrea Panfili e lasciando ad altri i nominativi bloccati. Infatti a noi le nomine imposte dall’alto non ci sono mai piaciute, forse perché chi ci ha cresciuti ci ha insegnato a guadagnarci le cose sul campo, grazie alla militanza e alla condivisione di idee e valori. Purtroppo, il nostro caratteraccio fa si che... l'unica sponsorizzazione che possiamo accettare... è  quella che arriva dalla base! perchè piaccia o non piaccia...è la parte più sana e più pulita del PDL a Spoleto... e nella migliore tradizione di un partito autolesionista...è la parte meno ascoltata, meno considerata, meno convocata... vorrei dire ....la parte che più ci assomiglia! Come Giovane Italia, abbiamo mandato lettere e chiesto incontri con i nostri dirigenti Provinciali e Regionali per dire: "ci siamo! siamo pronti! non accetteremo mai di prendere lezioni politiche dal grillino di turno nè a fare la figura di quelli che sono stati superati dalla storia. Abbiamo voglia di politica e per questo vogliamo un partito più reattivo"... nessuna risposta! Ma siamo inguaribili ottimisti e vogliamo considerare la giornata di oggi come ...una risposta concludente dalla quale ripartire! In ultimo una riflessione in merito alla sede del partito, vorrei informare che dal 1987 esiste una sede in via Monterone già di proprietà del movimento sociale, confluita all’interno del patrimonio immobiliare del pdl, che da 10 anni a questa parte, è occupata da amici di amici per scopi assolutamente privati. Una sede che potrebbe essere invece restituita alla base militante, offrendo un prezioso luogo di incontro e un presidio del partito nella città."


Intervento di Marco Maria Argenti - Coordinatore comunale GI

"Passato il momento elettorale e le dichiarazioni di rito su stampa e televisioni tese a ridimensionare la sconfitta, puntando l’attenzione sull’effettiva straordinaria rimonta che ci ha visto protagonisti, riteniamo che sia opportuno chiedere un dibattito interno, lontano da orecchie indiscrete, che apra una seria riflessione di autocritica. Siamo bravissimi a sottolineare come, in appena 30 giorni di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi sia riuscito a resuscitare un Partito ormai dato per morto sia nel comune sentire che nei sondaggi, siamo però molto meno bravi a cercare di capire il perché di un crollo simile che ci ha costretti ad una estenuante campagna di inseguimento!
Gli elettori non hanno capito la strategia – vero – però intanto perdiamo 15 punti, l’Italia è alla deriva e siamo in balia di un ex comico con una compagine di dilettanti allo sbaraglio!
Cosa andiamo a raccontare ai nostri iscritti, amici, simpatizzanti che non trovano lo straccio di un lavoro pur avendo lauree e master? Che sono “choosy” alla Fornero o che non hanno capito la strategia politica? Possiamo certamente addossare le colpe di una tale perdita di consensi al tradimento di Fini, ai capricci della Lega, ai partitini, al fatto che il Presidente del Consiglio non ha concretamente poteri in seno al Consiglio dei Ministri, all’assurdità di un sistema bicamerale che impone tempi lunghissimi nell’approvazione di una legge, ai pm comunisti che impugnano i provvedimenti del Governo, alla Corte Costituzionale nominata per 2/3 dalla sinistra che sistematicamente va contro l’esecutivo, ad ipotesi di complottismo internazionale ed europeo, alla speculazione dei mercati, alla crisi ecc… ecc…; ma lontani dal clamore delle telecamere, forse è il caso di guardarci allo specchio e chiederci dove abbiamo sbagliato! Se nella sola città di Spoleto, passiamo dal 36.91% della Camera e dal 37.15% del Senato nel 2008, per arrivare rispettivamente all’attuale 21.33% della Camera e al 22.08% del Senato, forse occorre ammettere che qualcosa è andato storto! Il dato regionale è anche peggiore: dal 34.48% della Camera e dal 35.15% del Senato, all’attuale 19.46% e 20.32%! Il tutto facilitato da una sinistra che per la miopia politica di una classe dirigente terrorizzata dal cambiamento, ha fatto di tutto per perdere. Pensiamo soltanto all’ipotesi di una candidatura Renzi e agli effetti che avrebbe portato sul nostro elettorato! Eleggiamo 1 deputato e 1 senatore, lo stesso risultato che raccoglie la listarella di Monti con un premier dipinto da tutti, a ragione, come un affamatore di popolo al soldo dei poteri forti! Colpa di una legge elettorale assurda, direte voi – vero - peccato che porta il nostro nome e che dopo averla definita una porcata non siamo riusciti a cambiarla nonostante l’impegno preso mentre sostenevamo il governo Monti. Non era nostro interesse cambiarla, era abbastanza scontato l’esito elettorale e questa situazione trasforma la nostra sconfitta in una sorta di pareggio  – vero – peccato  che ci va di mezzo la governabilità di un Paese nel quale chiudono 1000 aziende al giorno! E sui territori? Se non siamo riusciti nemmeno a spiegare per tempo quello che stava accadendo con la scissione Fratelli d’Italia, come potevamo pensare di contenere l’emorragia di consensi? Liste poco competitive sui nostri territori? Prolungato e colpevole immobilismo sull’attività politica locale? Nomine improvvisate di coordinatori comunali fatte in fretta e furia e non condivise con la base? Tardivo coinvolgimento dei nostri militanti? Mancanza di motivazioni? Forse…ma è tempo di ricominciare da zero! Dalle riunioni e dalle assemblee cittadine extra-campagna elettorale! Durante questo periodo gli account facebook, twitter dei politici umbri sono stati sempre super attivi, con commenti, analisi, appuntamenti che a loro volta richiamavano ulteriori post e dibattiti on line tra i lettori. Adesso che la propaganda elettorale è finita sarebbe inammissibile chiudersi dentro le sacre stanze! Noi non ci stiamo a farci scippare il primato dell’entusiasmo giovanile del cambiamento dai grillini! Noi non ci stiamo a farci dipingere come morti viventi del PD +L!  Noi vogliamo sfidare i grillini sui fatti, sulle riforme, sulle competenze, sulla passione politica! L’Umbria e Spoleto sono esempio di malgoverno e da qui vogliamo ricominciare! Se la linea del partito a livello nazionale sembra talvolta titubante, siamo pronti a costruire il cambiamento sui territori, siamo pronti a dare l’esempio, non abbiamo paura dell’antipolitica perché sappiamo cosa sia la politica. Nonostante tutto abbiamo voglia di ripartire, da Spoleto, dalla Provincia, dall’Umbria e abbiamo bisogno di guardarci in faccia e capire chi è con noi! Abbiamo lavorato e costruito una comunità, non abbiamo voglia di disperderla per mancanza di entusiasmo! Incontriamoci, confrontiamoci e ricominciamo da qui…perché dopo tanti anni di militanza e passione, non ci sarà nessun grillino che viene a casa nostra ad insegnarci come si fa politica!"

giovedì 4 aprile 2013

Il problema non è il Ponte delle Torri!

Lontano da possibili strumentalizzazioni, nei confronti di vicende più o meno recenti, lontani dal voler utilizzare queste per scopi di visibilità mediatica, abbiamo convenuto di porre all'attenzione dei cittadini uno dei maggiori problemi che affliggono la nostra società, oggi più che mai caratterizzato dal voler risolvere le difficoltà della vita ponendo fine alla propria esistenza. La comunità spoletina è da decenni spettatrice passiva di tali gesti estremi compiuti dal Ponte delle Torri, non sono mancate negli anni soluzioni più o meno bizzarre per risolvere il problema, tra le tante quella della chiusura del monumento o quella della installazione di reti protettive. Si è sempre scelta la via più facile da perseguire credendo di risolvere la questione a valle quando invece secondo noi si deve agire a monte del problema, implementando le strutture esistenti messe a disposizione dei cittadini in difficoltà, intervenendo proprio nell'ambito sociologico, per evitare che tali gesti estremi vengano ancora posti in essere. E' giunto il momento di fare un po' di autocritica, in merito alla situazione che oggigiorno la società presenta davanti ai giovani e meno giovani, una società sempre più secolarizzata nella quale i valori della famiglia, della solidarietà e del rispetto del prossimo lasciano il posto ad un becero e vuoto individualismo, che comporta una corsa sfrenata alla autoaffermazione personale a tutti i costi, isolando chi si presenta come "diverso". Si deve intervenire soprattutto nei confronti dei giovani e degli adolescenti, oramai obbligati ad aderire a standard comportamentali precostituiti imposti indirettamente dai media, dove chi non si adegua viene emarginato accusato di essere uno "sfigato".  Uniformarsi a modelli comportamentali ritenuti giusti dai "più forti", fare ciò che dicono i mass media, porta inevitabilmente ad un decadimento morale nei soggetti piu fragili, che non riuscendo ad adeguarsi alla massa, sono risucchiati nel vortice della inadeguatezza e del successivo isolamento. Dobbiamo prevenire il compimento di questi gesti, attraverso il potenziamento delle strutture sociali preposte, allargando la fruibilità di tali servizi assistenziali soprattutto nelle scuole, dove la formazione della coscienza negli adolescenti è in pieno sviluppo. Affermare dunque come si è fatto, che il problema sia la messa in sicurezza del ponte delle Torri non farebbe di certo diminuire il numero dei suicidi, farebbe solo cambiare il metodo di esecuzione!

giovedì 28 marzo 2013

Liberate i nostri Marò!

Dire che la situazione cui continuano ad essere sottoposti i NOSTRI MARO’ o meglio i DIFENSORI DELLO STATO ITALIANO, sia aberrante è poca cosa. E’ un anno che il governo dei tecnici, che di tecnica ahimè hanno dimostrato di non averne per niente, sta portando avanti una trattativa di sudditanza a favore dello Stato Indiano, dapprima con il pagamento di un indennizzo ammontante a dieci milioni di rupie ciascuno, ossia centoquarantasei mila euro, ai familiari delle due vittime indiane uccisi ingiustamente, dal momento che, a quanto dicono le autorità indiane, non si trattava di pirati ma di semplici pescatori, (come se la prova di ciò non fosse una provatio diabolica!), successivamente depositando una cauzione per il rientro temporaneo di MASSIMILIANO LATORRE E SALVATORE GIRONE, per le festività natalizie, e da ultimo, proprio quando sembrava che le autorità Italiane volevano porre fine, giustamente, a tale stato di cose, rifiutandosi di far rientrare in India i due fucilieri, rimpatriati a seguito delle elezioni politiche scorse, la chiara cessione al volere dello Stato indiano, che nel frattempo aveva iniziato un gioco-forza con lo Stato Italiano, invitando il console a non lasciare il loro territorio. Negli ultimi giorni, questo teatrino, oltre ad aver ricevuto pareri negativi o meglio condanne espresse, in merito al dilungamento di tale trattativa infruttuosa, da solo una parte politica, perché l’altra forse troppo occupata a corteggiare i “nuovi politici”, o semplicemente perché la prima è detentrice di antichi e saldi valori quale l’amore e la difesa della Patria ergo dei suoi difensori, ha visto le dimissioni del Ministro degli Esteri Giulio Terzi a seguito del suo disaccordo con il rimandare in India i due Marò, sostenendo che essendo la sua voce rimasta inascoltata, non poteva più far parte di questo governo uscente, dato che “la decisione di far restare in Italia i due fucilieri, aveva un solido fondamento giuridico e politico” (cit.). Ma fin da subito il premier Monti ha tenuto a precisare, che le autorità indiane si sono obbligate, attraverso un atto scritto, a non applicare la pena di morte, come se ciò andasse a giustificare la sottomissione alla linea dura adottata dall’India. Credo che sia doveroso precisare che le accuse formulate dal tribunale del Kerala, presumo non note ai più, non c’è solo omicidio e tentato omicidio, ma anche associazione a delinquere il che equivale ad affermare che la Marina Militare Italiana sia una cosca mafiosa e i due fucilieri dei gangster a piede libero; inoltre per il giudice indiano Latorre e Girone non obbedivano agli ordini del comandante della petroliera Enrica Lexie, in quanto quest’ultimo non ha mai dato l’ordine di sparare, quindi per l’India i nostri Marò sono due banditi con il grilletto facile! Tralasciando poi tutte le disquisizioni riguardanti la giurisdizione di competenza, dove il giudice Gopinathan ha respinto il ricorso italiano, adducendo che la giurisdizione del caso spetta allo Stato Indiano dal momento che una setenza del 1981 “impone allo Stato di intervenire fino al limite della Zona di interesse economico (200 miglia nautiche) se il passaggio di una nave privata crea problemi gravi alla sua sicurezza”. Di fatto l’India si arroga il diritto di applicare le sue leggi in alto mare fuori dalle acque costiere (12 miglia) e dalle acque contigue (tra 12 e 24 miglia dalla costa), con un’aperta violazione al diritto internazionale simile a quella attuata negli anni ’80 dalla Libia di Gheddafi sulle acque del Golfo della Sirte, che all’epoca provocò una pesante ritorsione militare statunitense. Questo non vuole essere un incitamento ad un possibile attacco militare, ma solo una esortazione a prendere una posizione netta di difesa dei due nostri fucilieri, anche perché tutto ciò è un insulto non solo al nostro ordinamento giuridico, culla della tradizione di civil law, ma soprattutto alla NOSTRA AMATA PATRIA. Non vogliamo pensare che lo splendore raggiunto durante l’impero Romano sia solo un flebile ricordo, ma anzi vogliamo essere testimoni di una RINASCITA POLITICA E CULTURALE del nostro amato Paese!

lunedì 25 marzo 2013

Atti di vandalismo sui muri del nostro centro storico

Una vile provocazione avvenuta a Spoleto, nella indifferenza purtroppo delle Istituzioni, a cavallo del voto del 24 febbraio u.s. I soliti personaggi, nel loro vagabondare notturno, hanno imbrattato diverse vie della città, con scritte a vernice spray, fomentando l’anarchia, minacciando magistrati e incitando alla rivolta armata. Le scritte, dopo 30 giorni si trovano ancora li. Vorremmo sapere se il Comune di Spoleto ha intenzione di ripulire la città, dove da anni campeggiano scritte contro le Forze dell’Ordine e inneggianti a questo o a quel personaggio dell’anarchia. Infine, ma non meno importante, la deturpazione della vecchia targa del Movimento Sociale Italiano che si trova in Via Monterone dal 1987, dopo essere stata in Corso Mazzini (ora Via W.Tobagi) dal 1948 sino al 1987. Speriamo che l’Amministrazione Comunale si faccia presto carico del problema e che qualche anima volenterosa del Consiglio comunale voglia presentare un interrogazione in merito.




lunedì 11 marzo 2013

Elezioni politiche 2013: il commento e l'analisi del voto

Al Coordinatore Regionale PdL
On. Rocco Girlanda

Al Vice-Coordinatore Regionale PdL
On. Pietro Laffranco

Al Coordinatore Provinciale PdL
Massimo Monni


Carissimi,

passato il momento elettorale e le dichiarazioni di rito su stampa e televisioni tese a ridimensionare la sconfitta, puntando l’attenzione sull’effettiva straordinaria rimonta che ci ha visto protagonisti, riteniamo che sia opportuno chiedere un dibattito interno, lontano da orecchie indiscrete, che apra una seria riflessione di autocritica. Siamo bravissimi a sottolineare come, in appena 30 giorni di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi sia riuscito a resuscitare un Partito ormai dato per morto sia nel comune sentire che nei sondaggi, siamo però molto meno bravi a cercare di capire il perché di un crollo simile che ci ha costretti ad una estenuante campagna di inseguimento!
Possiamo certamente addossare le colpe di una tale perdita di consensi al tradimento di Fini, ai capricci della Lega, ai partitini, al fatto che il Presidente del Consiglio non ha concretamente poteri in seno al Consiglio dei Ministri, all’assurdità di un sistema bicamerale che impone tempi lunghissimi nell’approvazione di una legge, ai pm comunisti che impugnano i provvedimenti del Governo, alla Corte Costituzionale nominata per 2/3 dalla sinistra che sistematicamente va contro l’esecutivo, ad ipotesi di complottismo internazionale ed europeo, alla speculazione dei mercati, alla crisi ecc… ecc…; ma lontani dal clamore delle telecamere, forse è il caso di guardarci allo specchio e chiederci dove abbiamo sbagliato!
Se nella sola città di Spoleto, passiamo dal 36.91% della Camera e dal 37.15% del Senato nel 2008, per arrivare rispettivamente all’attuale 21.33% della Camera e al 22.08% del Senato, forse occorre ammettere che qualcosa è andato storto! Il dato regionale è anche peggiore: dal 34.48% della Camera e dal 35.15% del Senato, all’attuale 19.46% e 20.32%! Il tutto facilitato da una sinistra che per la miopia politica di una classe dirigente terrorizzata dal cambiamento, ha fatto di tutto per perdere. Pensiamo soltanto all’ipotesi di una candidatura Renzi e agli effetti che avrebbe portato sul nostro elettorato! Eleggiamo 1 deputato e 1 senatore, lo stesso risultato che raccoglie la listarella di Monti con un premier dipinto da tutti, a ragione, come un affamatore di popolo al soldo dei poteri forti! Colpa di una legge elettorale assurda, direte voi – vero - peccato che porta il nostro nome e che dopo averla definita una porcata non siamo riusciti a cambiarla nonostante l’impegno preso mentre sostenevamo il governo Monti. Non era nostro interesse cambiarla, era abbastanza scontato l’esito elettorale e questa situazione trasforma la nostra sconfitta in una sorta di pareggio  – vero – peccato  che ci va di mezzo la governabilità di un Paese nel quale chiudono 1000 aziende al giorno!
Gli elettori non hanno capito la strategia – vero – però intanto perdiamo 15 punti, l’Italia è alla deriva e siamo in balia di un ex comico con una compagine di dilettanti allo sbaraglio!
Cosa andiamo a raccontare ai nostri iscritti, amici, simpatizzanti che non trovano lo straccio di un lavoro pur avendo lauree e master? Che sono “choosy” alla Fornero o che non hanno capito la strategia politica?
E sui territori? Se non siamo riusciti nemmeno a spiegare per tempo quello che stava accadendo con la scissione Fratelli d’Italia, come potevamo pensare di contenere l’emorragia di consensi?
Liste poco competitive sui nostri territori? Prolungato e colpevole immobilismo sull’attività politica locale? Nomine improvvisate di coordinatori comunali fatte in fretta e furia e non condivise con la base? Tardivo coinvolgimento dei nostri militanti? Mancanza di motivazioni? Forse…ma è tempo di ricominciare da zero! Dalle riunioni e dalle assemblee cittadine extra-campagna elettorale!
Durante questo periodo gli account facebook, twitter dei politici umbri sono stati sempre super attivi, con commenti, analisi, appuntamenti che a loro volta richiamavano ulteriori post e dibattiti on line tra i lettori. Adesso che la propaganda elettorale è finita sarebbe inammissibile chiudersi dentro le sacre stanze!
Noi non ci stiamo a farci scippare il primato dell’entusiasmo giovanile del cambiamento dai grillini! Noi non ci stiamo a farci dipingere come morti viventi del PD +L!  Noi vogliamo sfidare i grillini sui fatti, sulle riforme, sulle competenze, sulla passione politica!
L’Umbria e Spoleto sono esempio di malgoverno e da qui vogliamo ricominciare!
Se la linea del partito a livello nazionale sembra talvolta titubante, siamo pronti a costruire il cambiamento sui territori, siamo pronti a dare l’esempio, non abbiamo paura dell’antipolitica perché sappiamo cosa sia la politica. Nonostante tutto abbiamo voglia di ripartire, da Spoleto, dalla Provincia, dall’Umbria e abbiamo bisogno di guardarci in faccia e capire chi è con noi! Abbiamo lavorato e costruito una comunità, non abbiamo voglia di disperderla per mancanza di entusiasmo!
Incontriamoci, confrontiamoci e ricominciamo da qui…perché dopo tanti anni di militanza e passione, non ci sarà nessun grillino che viene a casa nostra ad insegnarci come si fa politica!
Vi aspettiamo.

mercoledì 13 febbraio 2013

Bps/Scs: Nota della Giovane Italia di Spoleto

Questo ennesimo scandalo che ha colpito la Banca Popolare di Spoleto è motivo di grande e diffusa preoccupazione. In attesa che venga fatta piena luce sulla vicenda, auspichiamo che i commissari nominati sappiano evitare gravi ripercussioni per il nostro territorio sia per quanto riguarda l’aspetto del credito alle imprese – di cui oggi hanno particolarmente bisogno per fronteggiare la crisi, sia per salvaguardare i livelli occupazionali interessati. Sarebbe paradossale che a fare le spese di tutta questa vicenda fossero la Città e i cittadini di Spoleto.

martedì 31 luglio 2012

Io dico: aboliamo le Regioni, non le Province. E vi spiego perché

di  Andrea Fluttero
Consapevole di sostenere posizioni che non godono di grande popolarità in questo periodo, ho però piacere di inviarvi alcune mie piccole considerazioni sul tema dell’eliminazione delle Province. Dal 1985 al 2011 sono stato consigliere comunale e assessore in un piccolo Comune, poi consigliere provinciale, e poi ancora sindaco e consigliere comunale in un Comune di medie dimensioni, vivendo quindi dall’interno il sistema degli enti locali. Semplificando possiamo dire che oggi ci troviamo di fronte a cinque livelli di governo: l’Europa, lo Stato nazionale, le Regioni, le Province e i Comuni. Tre di questi livelli legiferano, Europa, Stato e Regioni, due amministrano, Province e Comuni.Partendo dal basso mi pare evidente che, escludendo le grandi città metropolitane, gli oltre 8mila Comuni italiani hanno bisogno di un livello sovracomunale nel quale gestire i servizi di area vasta e trovare economie di scala non raggiungibili a livello comunale. Tale livello è naturalmente e storicamente la Provincia, che potrebbe efficacemente diventare un organo di secondo livello, composto dai sindaci dei Comuni che vi apportano i servizi da far gestire. Con tale configurazione dovrebbero essere eliminate tutte le altre forme intermedie di gestione sovracomunale come Ato, Consorzi e Società varie. Le Province così definite non avrebbero la necessità di essere accorpate forzosamente e in modo innaturale, ma seguirebbero la naturale e storica propensione di un territorio di avere come riferimento la città più grande, che, spesso fin dal medioevo, ne rappresenta il capoluogo e ne definisce l’identità culturale e socio-economica.Partendo dall’alto, invece, lo sviluppo e la concretizzazione del progetto europeo ha reso gli Stati nazionali sempre più “regioni d’Europa” che hanno, e dovrebbero sempre più avere, nella dimensione e nell’omogeneità culturale, linguistica ed economica gli elementi di forza per rappresentare in ambito europeo gli interessi dei propri cittadini. Dopo aver partecipato in fase ascendente alla definizione delle Direttive europee, il Parlamento nazionale si incarica di introdurne i principi nella legislazione. Due livelli che amministrano il territorio, Comune e Provincia, due livelli che legiferano, Europa e Stato nazionale. A me pare, a questo punto, che il livello ridondante sia quello regionale, con 20 Regioni, per altro di dimensioni molto diverse tra loro, che legiferano su svariate materie, creando confusione normativa per chi vuole investire in Italia. Le Regioni sono storicamente poco definite, perché nate per scelta politico-amministrativa negli anni Settanta, e spesso disomogenee da un punto di vista sociale, culturale ed economico. Mi chiedo, per esempio, cosa leghi sotto questi aspetti Cuneo con Novara, Varese con Piacenza o Foggia con Taranto. Inoltre, la vicenda dei trasferimenti di competenze dallo Stato alle Regioni dimostra la scarsa utilità di questi enti. Infatti ogniqualvolta lo Stato ha trasferito competenze, come nel caso delle strade ex Anas o degli Uffici di collocamento, le Regioni hanno rapidamente trasferito queste competenze alle Province. Ancora più incomprensibile la gestione della sanità, che assorbe circa l’80% dei bilanci delle Regioni e che dovrebbe essere uno di quei servizi rispetto ai quali si deve garantire ai cittadini il massimo della omogeneità su tutto il territorio nazionale, anziché modelli qualitativamente diversi per ogni Regione.Le Regioni che “giocano” a fare gli Stati, con presidenti che si credono “governatori” e aprono sedi di rappresentanza all’estero e a Roma, che legiferano in modo caotico e con frequenti conflitti di competenza con lo Stato, che sfondano regolarmente i budget di spesa sanitaria e che si indebitano con mutui per pagare la spesa corrente sono, come dimostra la recente cronaca e come dimostrano i preoccupanti dati di bilancio di molte di esse, non solo al Sud, il vero e grande problema da affrontare. In un’epoca caratterizzata da internet e video conferenze, da facilità di collegamenti aerei e ferroviari, il dialogo tra Europa e Stato, che legiferano, e Comuni e Province, che amministrano il territorio, può essere risolto settore per settore con meccanismi di confronto tra i ministeri dello Stato centrale e coordinamenti di Province che di volta in volta si formano in funzione della materia e non dei confini amministrativi. Capisco che dopo mesi di campagne mediatiche per l’eliminazione delle Provincie possa sembrare strano proporre di eliminare le Regioni, ma eliminando le Province a me parrebbe ancora più strano e discutibile il modello organizzativo nel quale ci verremmo a trovare, con tre che legiferano, Europa, Stato e Regione, e uno solo che amministra, il Comune.
Sarà magari perché mi ricorda quelle vecchie barzellette nelle quali in tre dirigono e uno lavora...

domenica 8 aprile 2012

Grandissimo successo per "e vennne VALLE GIULIA" di Mario Michele Merlino

Soddisfazione per la Giovane Italia Spoleto e per l'Associazione culturale “Triskelion” di Perugia che, sabato 7 Aprile 2012, hanno assistito ad una grande e sentita partecipazione all'evento "E venne Valle Giulia".Malgrado il giorno pre festivo, decine gli spoletini sono accorsi ad ascoltare la testimonianza del professor Mario Michele Merlino, protagonista di quel radioso 4 Marzo 1968.
Cittadini comuni ed esponenti di partiti politici alleati e d'opposizione - commenta Marco Maria Argenti, dirigente di Giovane Italia Spoleto - convenuti ad una iniziativa importante, che racconta dal punto di vista di un ragazzo di destra quella grande stagione di trasformazioni e mutamenti sociali che fu il Sessantotto".
Dello stesso avviso Claudio Millefiorini di 'Triskelion': " I numeri di una conferenza non sono solo indice di successo della stessa, quanto la prova di come episodi nascosti o dimenticati della storia della destra italiani sappiano ancora coinvolgere con passione politici e cittadini comuni".
Andramo avanti - conclude Argenti - perché vicende come Valle Giulia siano quanto più rese note al grande pubblico. Un impegno, il nostro, sia con la Storia che con chi ci ha, orgogliosamente, preceduto".
All'incontro hanno partecipato anche il Consigliere provinciale del PDL Giampiero Panfili, i consiglieri comunali Angelo Loretoni e Gianmarco Profili e il consigliere comunale di Bastia Umbra Jacopo Cairoli.

venerdì 30 marzo 2012

Le lezioni di democrazia del Vice Presidente del Consiglio Regionale Stufara

Dopo Platone e Voltaire, il Vice Presidente del Consiglio Regionale Damiano Stufara entra a pieno titolo tra i Padri Nobili del pensiero democratico occidentale. In un recente scritto, pubblicato sulla stampa locale, l’illustre pensatore ternano, interroga sé stesso ed il proprio partito sulla vexata quaestio relativa alla liceità o meno di impedire l’espressione di una determinata posizione politica in nome della Democrazia! Un dubbio amletico fortunatamente risolto dall’assemblea di Rifondazione Comunista con argomentazioni schiaccianti: “SI, se la manifestazione è di Forza Nuova”!

Un fine argomentare che difficilmente lascia spazio all’obiezione, sottolineando però con lapalissiana chiarezza l’intuizione filosofica che, pur sovvertendo il superato pilastro volteriano “Non condivido le tue idee, ma darei la vita perchè tu possa liberamente professarle”, rappresenta una più moderna chiave di lettura della democrazia secondo il Consigliere regionale.
Certamente il nostro essere di destra ci rende miopi ed incapaci di capire certe finezze filosofiche tipiche di certi ambienti illuminati, ma ci sfuggono le ragioni costituzionali e i Principi di diritto con i quali ad un partito politico, fatto di uomini e donne, che si presenta alle elezioni e che elegge propri rappresentanti in seno alle Istituzioni raccogliendo un consenso popolare, possa essere negata la libertà di manifestare pubblicamente. Ci sembra di ricordare su quella stessa Costituzione tanto cara ai Compagni rifondaroli, i Principi Fondamentali riconosciuti agli artt. 3, 17 e 21 ma probabilmente sono stati abrogati o modificati quando noi eravamo distratti. Ci è senza dubbio sfuggito, colpa della nostra ignoranza e rozzezza, il nuovo comma introdotto su proposta del Consiglio Regionale dell’Umbria secondo il quale “Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero purchè Stufara sia d’accordo e il Partito di Rifondazione Comunista non metta il veto”.
Accettiamo di buon grado l’insegnamento del Vice Presidente del Consiglio Regionale e, se lui non ha nulla in contrario, chiediamo il permesso di essere profondamente disgustati e offesi dalle parole di un rappresentante del massimo consesso regionale fermo restando che, su indicazione del Supremo Tribunale del Pensiero retto da Rifondazione Comunista, siamo pronti a cambiare idea, qualora il nostro dissenso dovesse essere giudicato non conforme alla loro Alta Democrazia! E se invece, democraticamente parlando, il Presidente della Regione prendesse le distanze da certe castronerie e invitasse la propria giunta ad un comportamento più sobrio? In uno Stato di Diritto gli unici paletti alle libertà sono quelli fissati dalle leggi, "la democrazia ad intermittenza" e "la libertà di pensiero previo gradimento altrui" sono concetti pericolosi, politicamente irresponsabili e certamente diseducativi se vengono professati al bar, ma diventano istituzionalmente inaccettabili se provengono da un Vice Presidente del Consiglio Regionale nell'espetamento del suo mandato! Ma forse la Presidenza della Regione e le altre Istituzioni Politiche faranno democraticamente finta di non aver sentito!

Grazie prof. Stufara...davvero una bella pagina di democrazia da insegnare nelle scuole!

martedì 27 marzo 2012

Sabato 7 Aprile ore 17 - Presentazione del libro "E venne Valle Giulia" di Mario Michele Merlino

La Giovane Italia di Spoleto in collaborazione con l’Associazione culturale Triskelion di Perugia organizza per il giorno SABATO 7 APRILE alle ore 17 un pubblico incontro per la presentazione del libro “E venne Valle Giulia” presso la sede di Via Flaminia Vecchia 136.All...’incontro parteciperà l’autore dell’opera Prof. Mario Michele Merlino per spiegare il punto di vista che propone il testo circa i fatti relativi alla manifestazione di Valle Giulia del 1 Marzo 1968 durante la quale, per la prima volta, giovani di destra e di sinistra occuparono insieme l’Università La Sapienza superando ogni steccato ideologico che ha caratterizzato la militanza politica di quegli anni. L’intento degli organizzatori è quello di approfondire una pagina di storia spesso considerata marginale da chi ha voluto strumentalizzare il 68 con fini di partigianeria politica e nello stesso tempo ascoltare la testimonianza dalla viva voce di uno dei protagonisti di quegli eventi. L’iniziativa si inserisce nel consueto programma di eventi culturali che annualmente la Giovane Italia di Spoleto organizza sul territorio.

giovedì 16 febbraio 2012

Congresso PDL: La Giovane Italia di Spoleto elegge Andrea Panfili nella Giunta Provinciale.

La Giovane Italia di Spoleto esprime piena soddisfazione per i risultati del Congresso Provinciale del PDL. La grande partecipazione degli iscritti ha eletto un esecutivo provinciale vasto per numero e rappresentativo del territorio. I candidati alla presidenza presentavano agli iscritti una lista bloccata di nominativi che sarebbero entrati automaticamente nella giunta del partito. Orgogliosamente il mondo giovanile spoletino ha invece optato per la sfida delle preferenze dimostrando di volersi guadagnare sul campo la rappresentanza di una fetta degli iscritti. Nel territorio di Spoleto, nel quale la contrapposizione interna risulta sempre essere aspra, abbiamo dimostrato una compattezza e confermato una capacità di mobilitazione che ci ha permesso, nonostante la collocazione dei seggi nel capoluogo perugino e le avverse condizioni meteo, di raccogliere un risultato straordinario eleggendo un nostro diretto rappresentante in seno alla Giunta. Andrea Panfili è a tutti gli effetti il rappresentante eletto di e da una Comunità umana e politica che ha voglia di mettersi in discussione, di raccogliere le sfide, di mobilitarsi e che si fa promotrice, insieme agli altri ragazzi del territorio, della necessità di un cambiamento di marcia radicale della politica.
L’esperienza nelle scuole, nelle università, la presenza nelle piazze, la politica intesa come passione e servizio nei confronti della Comunità ha dimostrato di essere una carta vincente anche nei consessi interni. Al di là delle polemiche sui tesseramenti “gonfiati” e sul controllo delle tessere, il risultato che abbiamo raggiunto testimonia che la politica dell’azione e del movimentismo è la strada maestra che il PDL deve seguire.
Il Coordinatore comunale della GI Alessio Cao ringrazia tutti i militanti e gli amici che hanno contribuito con la loro presenza e il loro voto a vincere questa ennesima sfida che coraggiosamente abbiamo raccolto.
Il Neo eletto Andrea Panfili pone orgogliosamente l’accento sulla maturità politica della Giovane Italia spoletina promettendo battaglia per l’affermazione di una nuova classe dirigente che provenga direttamente dalla militanza e dalla condivisione di idee e valori che da sempre guidano le nostre realtà giovanili. Forti della nostra comunità e coraggiosi nello scegliere la strada più difficile abbiamo dato una grande lezione di rappresentatività.

giovedì 2 febbraio 2012

10 febbraio 2012 - Giorno del Ricordo per i Martiri delle Foibe

GIOVANE ITALIA SPOLETO: “NON SCORDIAMO I NOSTRI FRATELLI!”
Ricorre il 10 febbraio il Giorno del Ricordo in memoria dei Martiri delle Foibe.
Dopo una battaglia durata decenni la Legge 92 del 2004 ha finalmente riconosciuto quella che è stata una delle pagine più tragiche e dolorose della nostra Storia nazionale.
Il vergognoso silenzio delle forze politiche durato oltre 60 anni ha infamato la memoria dei tanti Italiani uccisi barbaramente dal comunismo slavo con il benestare dei Governi della Prima Repubblica.
La Giovane Italia erede di quella doverosa battaglia di riconoscimento storico ha organizzato, come ogni anno, un incontro di approfondimento sul tema del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’esodo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.
L’appuntamento è per VENERDI’ 10 FEBBRAIO alle ore 16.00 presso i locali della Giovane Italia in Via Flaminia Vecchia 136.

domenica 15 gennaio 2012

Bernelli: Addio PDL!

La conferenza stampa di Wolgang Bernelli era gremita di addetti alla stampa, simpatizzanti e giovani della nuova destra, quella entrata in corto circuito ultimamente con i vertici Pdl cittadini. Bernelli entra dunque nel Fli, ma quello che più conta, a livello cittadino, lascia la formazione di Petrini (sempre più solo) per bussare alla porta del Terzo Polo di Grifoni, che per ora non ha aperto, ma sicuramnete lo farà.
In sala anche un dispiaciutissimo Giampiero Panfili che ci ha confidato, che elementi così non andavano dispersi.

martedì 10 gennaio 2012

Attacchi a mezzo stampa e difese a mezzo lettera!

Al Coordinatore Regionale PdL
On. Luciano Rossi

Al Vice-Coordinatore Regionale PdL
On. Pietro Laffranco

Al Coordinatore Provinciale PdL
Massimo Monni

Al Vice-Coordinatore Provinciale PdL

Andrea Lignani Marchesani


E p.c. Carlo Petrini
David Milioni
Alessandro Cretoni

e p.c. Wolfgang Bernelli


Carissimi,

da indiscrezioni e voci di corridoio sembra che in questo periodo di Sante Feste e di nervosismo da shopping natalizio, i postini, già oberati di lavoro, non siano solo impegnati a recapitare biglietti di auguri e dimostrazioni di affetto. Del resto anche la stampa locale, tra offerte commerciali e consigli per gli acquisti, lascia spazio per qualche polemica politica! Come tutti gli anni, i bambini che si sono comportati bene, mandano la tradizionale letterina a Babbo Natale e noi, da bravi militanti della GI di Spoleto, la scriviamo e vorremmo continuare a scriverla su carta intestata!
La situazione locale, circa la disaffezione e l’ostilità nei confronti della politica, non è affatto diversa da quella nazionale, tanto che tutti hanno avvertito l’esigenza di un cambio di marcia ad ogni livello. A Spoleto abbiamo eletto 6 consiglieri nelle ultime Elezioni Amministrative, da allora c’è stata la corsa alla fuoriuscita tanto che oggi ne contiamo solo 4 di cui uno, l’amico Bernelli - non a caso quello che vanta una più attiva militanza giovanile - ha lanciato il grido d’allarme sull’immobilismo del Partito che noi abbiamo raccolto. La critica e l’autocritica che abbiamo fatto sulla stampa, riprende concetti ed analisi che trovano conferme anche a livello nazionale; autocritica costruttiva per ripartire e riacquistare la fiducia della gente, non siamo capaci a nascondere la testa sotto la sabbia, né per fortuna abbiamo mai ricevuto insegnamenti in tal senso; non siamo capaci di difendere l’indifendibile e preferiamo la più nobile strada dell’autocritica perché, per quanto possa sembrare strano, quando parliamo di PdL Spoletino e della necessità di un cambiamento di marcia, includiamo tutti – noi in primis.
Ma giusto perché siamo in prossimità del Natale e perché abbiamo fatto il fioretto di essere più bravi, confortati dal fatto che siamo tra noi e che siamo lontani dalle orecchie della stampa, ci prendiamo la soddisfazione di dirla tutta fino in fondo: quando parliamo del PdL Spoletino includiamo tutti, noi per primi, solo perché così possiamo elegantemente evitare di fare attacchi frontali! E quando parliamo specificatamente del gruppo Comunale di Spoleto? Ci spiace ma “A Spoleto avremmo i numeri per aprire una nuova stagione ma, ai soliti noti, sta bene questa situazione. Parlare di opposizione da parte del PDL, è semplicemente un eufemismo. Si prediligono tornaconti personali ecc ecc…” non sono parole nostre e sono state pronunciate prima di ogni nostro intervento. Le sottoscriviamo in pieno ma, per amor di Patria, ci siamo limitati a dire che “il Gruppo Comunale non ha saputo creare il necessario clima di affiatamento e fiducia, tanto da consentire a ben 2 rappresentanti di aderire ad altre formazioni” chiedendoci se “la mancanza di un coordinamento effettivo fosse imputabile alla dirigenza attuale” auspicandone un ricambio! Tutto questo ci è costato un vergognoso e gravissimo attacco sul piano personale nei confronti del nostro Presidente - ma non vi allarmate - i militanti della GI hanno le spalle larghe, una bella risata e tutto passa; certo, ad averlo saputo prima, potevamo essere tentati di non usare tanto fioretto! Ma, per fortuna, quello che è fatto è fatto. Di inaudita scorrettezza e malafede, l'aver firmato il comunicato contro il Coordinatore Cao a nome dell'intero gruppo comunale (o almeno di quello che ne rimane...ops!) quando era chiaro che Wolfgang non poteva certo condividere chi dava sostegno ad una tesi da lui stesso lanciata! Risultato? niente di nuovo: qualche risatina tra la gente che ha trovato divertente l'idea di un gruppo comunale che si divide nelle polemiche interne per poi autorispondersi congiuntamente all'unanimità! Ma gli Spoletini sono chiacchieroni, talvolta orgogliosamente pettegoli, e godono quando possono raccontare storielle, aneddoti, circostanze divertenti soprattutto quando si tratta di mettere in ridicolo una classe politica che ogni tanto, per usare una metafora, fa la pipì fuori dal vaso, con grande risate degli astanti!Niente di irreparabile insomma!
Piaccia o non piaccia, la Giovane Italia di Spoleto ha dimostrato in ogni occasione di essere presente sul territorio e di saper catalizzare voti e consenso; il nostro peso elettorale lo abbiamo dimostrato misurandoci coraggiosamente e accettando la sfida!
Della nostra lungimiranza politica avete avuto prova quando, durante le ultime regionali e contro ogni convenienza, scegliemmo di sostenere un cadidato non spoletino da contrapporre sul territorio a Franco Zaffini il quale, soltanto qualche mese dopo, tradiva il PdL e il mandato ricevuto cercando altre collocazioni. Il nostro contributo al Partito lo avete apprezzato e valutato sia in termini di militanza che di manovalanza, sia in termini di tesseramento che di consensi, sia in termini di attività che di proposte…piaccia o non piaccia, il PdL è anche casa nostra e, in piena autonomia, rivendichiamo il diritto di farne parte!
Confidando che ci perdonerete il tono scanzonato di questa lettera (dopo le secchiate di acidità che ci siamo presi abbiamo pensato che questo fosse il modo giusto per reagire..) e che, con il sorriso sulle labbra ci concederete licenza dell'ultima irriverenza... auguriamo a tutti coloro che ci leggono un felice Natale ed un Anno Nuovo ricco di soddisfazioni politiche e.../o personali, sperando di aver aggiunto sotto il vostro albero, un regalino di chiarezza e consapevolezza per alcuni, di stile e di eleganza per altri e di affetto e di stima per i restanti.
MerryX°Mas (ops!).

giovedì 5 gennaio 2012

Le ali tricolore della Giovane Italia ci obbligano a volare più alti di certe piccole polemiche!

La Giovane Italia di Spoleto si stringe attorno al proprio portavoce Alessio Cao precisando che il documento da lui sottoscritto è stato redatto e concordato con tutto il gruppo a seguito di una riunione per discutere degli sviluppi politici nazionali e locali.
Il nostro documento nasce dall’esigenza di fare analisi critica ed autocritica sul tema della perdita di consensi che il partito registra tra la gente.
L’attacco personale al nostro Coordinatore ci sembra assolutamente fuori luogo poiché abbiamo posto delle tematiche politiche ed organizzative e ci aspettavamo di confrontarci su queste. Così purtroppo non è stato! Si è voluto nuovamente trascinare il dibattito su di un profilo personale che non ci interessa. Soltanto per dovere di precisione ci preme sottolineare che Alessio è stato candidato per le elezioni amministrative del Comune di Scheggino in una lista civica che come tale non faceva riferimento ad alcun partito.
Sulla collocazione politica a destra di Alessio, come del resto quella di noi tutti non ci sono certo dubbi né tantomeno intendiamo spendere ulteriore tempo.
Azione Giovani prima e la Giovane Italia oggi sono organismi interni al Partito ma che rivendicano da sempre piena autonomia ed indipendenza.
Circa la mancata nomina del Coordinatore Comunale possiamo solo dire che qualora fosse stato nominato Maurizio Hanke oggi avremmo perso l’ennesimo dirigente considerata la sua adesione all’ Api, come del resto avvenuto in seno al Consiglio Regionale con l’abbandono di Franco Zaffini.
Infine ci fa enormemente piacere la solidarietà che ci ha espresso pubblicamente il Consigliere comunale Bernelli che, evidentemente, non era tra i firmatari di questa incomprensibile nota di critica personale come sembrava emergere dal testo. Ci dispiacerebbe oltremodo perdere ulteriori risorse umane e politiche per essere costretti ad una politica incapace di volare alto.
D’Altronde citando un nostro vecchio Manifesto “Noi aquile, Noi sognatori, Noi ribelli...Noi Uomini Liberi!"

mercoledì 28 dicembre 2011

Considerazioni sulla situazione comunale del Pdl.



"Il Pdl spoletino aveva tutte le carte in regola per contendersi la Città e strapparla alla sinistra, sia perché forte delle esperienze politiche derivanti dagli ex ambienti di Alleanza Nazionale, che da sempre è stata il motore di tutta l'area di centro destra del comprensorio, sia per diretti


demeriti della sinistra che, in tutti questi anni ha dimostrato in ogni occasione la propria inadeguatezza nel rispondere alle esigenze della popolazione. Il centro destra spoletino è stato sempre preso ad esempio, all'interno del quadro regionale e nazionale, come una realtà ed una risorsa politica enorme, una sfida che si poteva e doveva vincere! Deputati, Senatori, Consiglieri Regionali, Consiglieri Provinciali... il territorio è sempre stato ultra rappresentato in ogni grado delle istituzioni, frutto di una capacità di radicamento e di raccolta del consenso che difficilmente trova eguali in realtà di pari grandezza; una centralità nella vita politica regionale che da sempre ci veniva rimproverata con invidia dai vicini comprensori, e della quale invece andavamo giustamente fieri ed orgogliosi. Oggi il Pdl spoletino, evidentemente indegno erede di quel progetto politico cittadino che tanto aveva entusiasmato e convinto, non rappresenta neppure la prima forza di opposizione. Ora, che il clima nazionale nel partito ci costringe a delle sacrosante seppur colpevolmente tardive, analisi ed autocritiche e che, finalmente sembra avvertita da tutti la necessità di aprire un confronto interno nel quale venga sdoganato anche un diritto al "parere contrario", anche nei territori si sono aperte valutazioni e questioni di responsabilità politica. Così anche il Consigliere Bernelli, che con grande onestà intellettuale si dichiara pronto ad assumersi la sua parte di responsabilità, interviene lanciando il suo legittimo atto di accusa nei confronti di un partito spoletino immobile e incapace di far fruttare quell'enorme patrimonio di idee, di fiducia, di militanti, di simpatizzanti e di consensi. Un gruppo comunale che dal momento della sua stessa elezione, non ha saputo creare il necessario clima di affiatamento e fiducia, tanto da consentire a ben 2 rappresentanti (i più votati dell'intera lista) di aderire ad altre formazioni per dissensi di carattere locale, certamente deve avere delle responsabilità. Se lo stesso Consigliere Bernelli sembra considerare l'idea di lasciare il PdL, occorre in qualche modo chiedersi se, la mancanza di un coordinamento effettivo, il prevalere di logiche personalistiche, i continui contrasti con liste civiche alleate, le scelte di candidature apicali ... siano imputabili all'attuale dirigenza locale. Da qui la necessità di un ricambio completo della classe politica per cercare di recuperare la credibilità istituzionale di un partito che, allo stato attuale, ha evidentemente fallito la sfida".


Alessio Cao Coordinatore comunale della Giovane Italia Spoleto



giovedì 28 aprile 2011

La vittoria di una generazione!



Approvato in consiglio dei Ministri il ddl costituzionale presentato dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per l'abbassamento dell'età per l'eleggibilità a Camera e Senato. La Costituzione, infatti, stabilisce l'età minima di 25 anni e di 40, per poter essere eletti rispettivamente deputato e senatore, con questo provvedimento invece si potrà eleggere ed essere eletti come deputati a 18 anni e come senatori a 25 anni, superato l'iter che prevede un doppio passaggio nelle due Camere.
Il provvedimento che riporta l'Italia all'interno dei canoni legislativi europei, ha una portata rivoluzionaria per la storia della nostra Nazione. Finalmente ci viene concessa la possibilità di dimostrare quanto valiamo, e quanto possiamo donare alla nostra Italia, partecipando attivamente alla vita politica nazionale e scendendo in campo in prima persona, attraverso una candidatura.
Ringraziamo il ministro Meloni, perchè oggi grazie al suo impegno e alla sua proposta, e' stata scritta una nuova pagina di storia per il nostro Paese.
"Nonostante sia una disegno di legge costituzionale - ha detto il ministro Meloni durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Chigi - spero che si possa procedere su un binario privilegiato e a passi spediti affinché il provvedimento sia approvato entro la legislatura e diventi operativo per le prossime elezioni politiche."
VITTORIA!

domenica 13 marzo 2011

il 17 MARZO è Festa Nazionale!


La Giovane Italia invita tutti gli spoletini ad esporre il tricolore dalle finestre come simbolo di orgoglio e unità nazionale, perché non ci si ricordi della bandiera soltanto in occasione di eventi sportivi!

La Giovane Italia di Spoleto esprimere grande soddisfazione per la scelta del Consiglio dei Ministri di stabilire la data del 17 marzo come giorno per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Finalmente si supera ogni logica divisionaria, per onorare coloro che hanno scelto di ricostruire l'Unità d'Italia e che oggi trasferiscono idealmente a noi il testimone. Esprimiamo inoltre particolare gratitudine al Ministro e Presidente nazionale dell'organizzazione giovanile, Giorgia Meloni, che si è battuta più di tutti per celebrare questa festa, e che ha espresso all'interno del Consiglio dei Ministri la voce di un'intera generazione.
Iniziative come questa sono particolarmente utili per le nuove generazioni, per rafforzare nei giovani quel sentimento di amore per la Patria e per la nostra storia che dovrebbe essere bagaglio di ogni Italiano.
Negare il valore del Risorgimento come collante della nostra sensibilità culturale e della nostra identità è fuori luogo e fuori tempo ed è per questo che la polemica sulla perdita economica per un giorno di festa, suonava sinceramente strumentale.
Si può ridurre la memoria ad una questione di bilancio?
Preferiamo che per un giorno il mondo dell'economia si fermi, che si blocchi la retorica sulla produttività mancata, che si eliminino tutti i tentavi strumentali di far emergere leghismi di ogni tipo e di ogni genere e ci si interroghi su cosa è oggi il senso profondo di un'appartenenza, sul valore dell'identità nazionale nel tempo globalizzato e secolarizzato, e su come tramandare l'esempio di quei folli ventenni agli italiani che verranno.

Alessio Cao
Coordinatore Comunale Giovane Italia Spoleto